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Omelia

Varese - San Vittore
II domenica dopo l'Epifania
15 gennaio 2012

Is 25,6-10a
Questa pagina di Isaia, presenta il banchetto messianico che il Signore preparerà su un alto monte, a Gerusalemme. Si tratta di un convito con vivande speciali, che promettono una vita senza paura della fame, preparato dal Signore per tutti i popoli, anche per quelli che finora non hanno potuto contemplare il Signore perché il loro volto era velato.
Il Signore Dio eliminerà la morte per sempre…asciugherà le lacrime su ogni volto, farà scomparire l'ignominia del suo popolo da tutta la terra. Con l'eliminazione della morte, l'ultima e più grande nemica che viene precipitata nel nulla, potrà definitivamente asciugare ogni lacrima dal volto dei popoli.
Israele, suo popolo e sua eredità, potrà esprimere la sua gioia e la sua allegrezza, perché la sua lunga e sofferta attesa, la sua speranza, non sono state vane: il Signore, che è sempre fedele, ha mantenuto la sua parola.
L'immagine del banchetto che indica un momento, una situazione di gioia senza fine è presentata qui anche come collegamento al banchetto di nozze al quale Gesù ha preso parte a Cana di Galilea e che indica i primi segni, i primi effetti della presenza del Signore in mezzo a noi.

Col 2, 1-10a
In Cristo sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza, tesori che, a partire dalla sua venuta nel Natale, cominciano a poco a poco ad essere rivelati: il primo di questi gesti che rivelano la potenza di salvezza del Signore è appunto quello di Cana che viene raccontato nel vangelo.
E, proprio a partire da questa pagina di S. Paolo, nella quale l'apostolo ci insegna che il lui, in Gesù, abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, trova senso e spessore la raccomandazione che la Madonna fa ai servi di Cana, ma che viene rivolta anche a ciascuno di noi: qualsiasi cosa il Signore vi dica, fatela.
Avendo fatto quello che aveva loro detto Gesù, i servi videro i segni dell'acqua trasformata in vino ; Maria e i discepoli, che già credevano in Gesù, a causa di quel segno rafforzarono la loro fede in lui. Altri, abituati a vivere distrattamente, non si resero conto di nulla.
Questa è la logica impegnativa dei segni del Signore: soltanto chi si fida di lui coglie il significato di salvezza dei gesti che egli compie. Solo chi cerca di vivere come Dio comanda (qualsiasi cosa vi dica fatela), riesce a vivere, anche nelle difficoltà, nella speranza rassicurante che Dio stesso ci conduce alla salvezza.

Gv 2,1-11
Un'altra Epifania: Gesù si manifesta a Cana. L'episodio di Cana riveste una grande importanza per Giovanni perché è il primo e il modello di tutti i segni e racchiude in sé il senso dei vari gesti di Gesù: da una parte rivela la gloria del Cristo, dall'altra lo conduce alla fede. Quindi, ogni manifestazione di Gesù chiede una presa di coscienza da parte del credente e una decisione per una vita con il Signore o senza di lui.
Giovanni mette tutti gli episodi della vita di Gesù - e, quindi, anche questo - in collegamento, diretto o indiretto con la Pasqua e, se visto in questo modo, il banchetto di Cana diventa un primo annuncio del banchetto pasquale dove avverrà un'altra trasformazione quella del pane e del vino nel corpo e nel sangue del Signore.
Tuttavia, niente ci proibisce di cogliere anche una realtà più immediata in questo episodio di Cana e allora possiamo riflettere come è pieno di umanità questo gesto di Gesù che si è seduto a tavola con gli sposi di Cana per mostrare che la gioia del matrimonio è una gioia voluta e benedetta da Dio, anzi per far vedere che proprio in Dio la gioia del matrimonio trova la sua sorgente e il segreto della sua continuità.